Fondo Cassa integrazione anche per i dipendenti degli studi legali

La circolare INPS n. 77/2021 fornisce indicazioni sul funzionamento del Fondo bilaterale per tutelare i dipendenti degli studi professionali .

 

Cassa IntegrazioneCon la circolare n. 77 del 26 maggio 2021  l’INPS fornisce importanti indicazioni sul funzionamento del Fondo di solidarietà bilaterale per le attività professionali, frutto dell’accordo sindacale nazionale stipulato il 3 ottobre 2017 tra Confprofessioni e le Organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

 

Accordo recepito con decreto interministeriale n. 104125/2019  che presso l’INPS ha stato istituito infatti il Fondo di solidarietà bilaterale per il settore delle attività professionali, tra le quali, come risulta dall’allegato 2 della circolare, figurano anche gli Studi legali.

Tralasciando gli aspetti tecnici e contabili più complicati vediamo che cosa prevede la circolare anche per i dipendenti degli studi legali.

Fondo di solidarietà: natura, obblighi e gestione

Il Fondo, gestito dal Comitato amministratore, è una gestione INPS, è privo di personalità giuridica, ma è autonomo per quanto riguarda la gestione finanziaria e patrimoniale. Il Fondo deve operare in pareggio e se non ha le disponibilità finanziare non può erogare alcuna prestazione.

Finalità del Fondo di solidarietà

Il Fondo di solidarietà è stato istituito per fornire ai dipendenti dei datori di lavoro del settore delle attività professionali – che occupano mediamente più di tre dipendenti – una tutela a sostegno del reddito, durante il rapporto di lavoro, nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per le causali previste in materia d’integrazioni salariali ordinarie e/o straordinarie dagli articoli 11 e 21 del D.lgs n. 148/2015.

Ai sensi del suddetto art. 11 l’integrazione salariale ordinaria è corrisposta quando la riduzione o la sospensione dall’attività siano conseguenza di “situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti, incluse le intemperie stagionali” o “di situazioni temporanee di mercato”.

Quella straordinaria invece, ai sensi dell’art. 21, in presenza di una riorganizzazione aziendale; di una crisi aziendale, a esclusione, a partire dal 1° gennaio 2016, i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa o di un contratto di solidarietà.

Chi beneficia del Fondo

Del Fondo di solidarietà beneficiano i dipendenti dei datori di lavoro del settore delle attività professionali (studi legali inclusi) compresi gli apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante, esclusi però i dirigenti.

Ne consegue che sono tenuti al versamento del contributo per il finanziamento del Fondo i datori di lavoro del settore professionale, che impiegano mediamente più di tre dipendenti.

Prestazioni erogate

Il Fondo eroga ai soggetti a esso aderenti un assegno ordinario a favore dei lavoratori interessati dalla riduzione dell’orario di lavoro o dalla sospensione temporanea dell’attività lavorativa per le cause previste dalla legislazione in materia d’integrazione salariale ordinaria o straordinaria.

L’erogazione di prestazioni ordinarie comporta l’accredito della contribuzione correlata, computata in base a quanto previsto dall’art 40 della legge n. 183/2010.

Ricorsi amministrativi

Prevista la possibilità di ricorrere contro i provvedimenti adottati dal Fondo indirizzandoli al Comitato amministratore presso la Direzione Generale INPS, per le materie di competenza. A questo organo il compito di decidere in un’unica istanza.

fonte: http://www.studiocataldi.it/

Green Pass digitale europeo sull’app IO dal 1° luglio

La carta ” Green Pass ” per viaggiare in Europa, sarà pronta da metà giugno ma operativa solo dal mese successivo.

 

Green Paa IOSta per arrivare, dopo l’approvazione dagli Stati membri Ue, il green pass digitale europeo per il Covid 19 (vedi anche Green pass: cos’è e come funziona la certificazione verde). Sarà l’app IO ad accogliere, a partire dalla sua entrata in vigore il prossimo 1° luglio, il certificato che darà la possibilità di viaggiare in tutta Europa liberamente e che attesta l’avvenuta vaccinazione (comprensiva di seconda dose), la guarigione dal Covid o l’esito negativo di un tampone effettuato nelle ore precedenti all’eventuale partenza. La comunicazione è stata fatta dal ministro per l’Innovazione Vittorio Colao che ha chiarito, a tal proposito: «Verso metà giugno saremo pronti e dall’1 luglio partirà. È un certificato, non un passaporto e forse non dovremo neppure scaricarlo ma arriverà una notifica, e chi ha l’App Io avrà lì dentro».

Per l’app IO al lavoro Sogei

È stata l’app IO a risultare idonea alle richieste ed in ordine coi requisiti dell’Ue per essere uno dei canali su cui risulterà possibile la visualizzazione del certificato non appena diverrà operativa l’infrastruttura incaricata di gestire ed erogare i documenti in formato digitale. Nel frattempo Sogei (Società generale d’informatica) è al lavoro su una piattaforma che sarà incaricata di ricevere e smistare i vari flussi di dati: quello relativo ai certificati di vaccinazione per l’anagrafe vaccinale, quello che riguarda l’esito dei test diagnostici, e quello dei certificati di guarigione.

Green pass digitale europeo, come funziona

Il Green pass sarà rilasciato a ogni cittadino della comunità europea che ha ricevuto il vaccino anti Covid, o che è guarito dall’infezione o che è risultato negativo al tampone fatto 48 ore prima, e ai suoi familiari, indipendentemente dalla nazionalità. Potranno ottenere il certificato anche i cittadini di Paesi terzi che risiedono in Ue e i turisti che hanno il diritto di viaggiare in altri Stati membri. Il Green Pass europeo non è da confondere con quello valido sul territorio nazionale.

Green pass digitale europeo, come ottenerlo

Per il pass potrebbe anche non essere necessario aver completato il ciclo vaccinale, perché potrebbe essere valido già 15 giorni dopo aver ricevuto la prima dose. Il ministro ha poi aggiunto che il certificato consentirà di viaggiare liberamente in Europa. I certificati saranno ottenibili dalle strutture sanitarie quindi: Asl, farmacie, laboratori diagnostici, centri vaccinali, ma anche dal medico di base. E sarà anche possibile scaricarli dal proprio fascicolo sanitario. Del rilascio del certificato sono responsabili le autorità nazionali attraverso, ad esempio, l’ospedale che ha preso in cura il malato, il centro diagnostico che ha effettuato il test o l’Asl presso cui si è fatto il vaccino.

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Decreto semplificazioni 2021: tutte le novità

Decreto semplificazioni 2021: il testo è stato pubblicato in Gazzetta il 31 maggio 2021. Vediamo quali sono le novità più importanti

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi venerdì 28 maggio 2021 ha approvato il decreto semplificazioni 2021, pubblicato in Gazzetta il 31 maggio 2021, che reca disposizioni importanti relative al Piano di Ripresa e Resilienza e alcune importanti misure finalizzate al rafforzamento della PA e allo snellimento delle procedure.

Tante e significative le semplificazioni, tra le quali la quota del 50% dell’importo complessivo del contratto lavori, servizi e forniture per quanto riguarda i subappalti (in deroga alle disposizioni vigenti che stabiliscono il limite del 30%) fino al 31 ottobre 2021, con eliminazione totale dei limiti quantitativi a partire dal primo novembre. A seguire la semplificazione delle procedure per accedere al Superbonus ed l’estensione della misura ai lavori finalizzati a rimuovere le barriere architettoniche, infine regole più snelle per l’installazione della fibra ottica nei beni immobili.

Novità Superbonus 110%

Una delle misure di maggiore interesse su cui interviene il decreto semplificazioni è l’art. 119 del decreto rilancio n. 34/2020, al quale vengono apportate le seguenti modificazioni:

  • semplificate le procedure per consentire l’accesso al Superbonus in caso di lavori di efficientamento energetico degli edifici;
  • estensione del Superbonus alle opere finalizzate alla eliminazione delle barriere architettoniche;
  • per le opere di manutenzione straordinaria realizzabili mediante comunicazione di inizio lavori asseverata, il testo dispone che per la presentazione della CILA non è necessaria l’attestazione dello stato legittimo art. 9-bis, comma 1- bis del dPR n. 380/2001;
  • alla detrazione possono accedere anche ospizi, case di cura, caserme e ospedali.

La decadenza dal credito d’imposta è previsto anche nei casi in cui per gli interventi non è stata presentata la Cila e quando le opere non sono state eseguite conformemente alla stessa.

Nuove regole per appalti e subappalti

Per quanto riguarda gli interventi e le opere finalizzate a dare attuazione al PNRR si prevede un affidamento unico che coniuga la progettazione e la realizzazione concreta dell’opera, che deve tenere conto del progetto di fattibilità economica e tecnica. L’aggiudicazione avviene in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, senza trascurare però gli aspetti qualitativi, come specificato nel decreto.

Alle aziende che occupano più di 15 dipendenti e che partecipano alle gare per le opere del PNRR vengono riconosciuti punteggi aggiuntivi se si impegnano a impiegare donne e giovani sotto i 35 anni, se nell’ultimo triennio hanno rispettato la parità di genere e se adottato misure per promuovere la pari opportunità per giovani e donne nelle assunzioni, nei ruoli apicali e nel livello delle retribuzioni.

Accorpata la banca dati degli operatori economici a quella dei contratti pubblici sotto la gestione da ANAC (autorità nazionale anti-corruzione) per garantire la massima trasparenza e controlli più rapidi ed efficaci dei soggetti partecipanti da parte della stazione appaltante.

Fino al 31 ottobre 2021 il subappalto non può superare il 50% dell’importo totale del contratto stipulato per lavori, forniture e servizi. Vietata la cessione integrale del contratto di appalto e l’affidamento a terzi della esecuzione dei lavori e l’esecuzione prevalente per quelle opere che prevedono un’alta intensità di manodopera. Il subappaltatore deve garantire gli stessi livelli di qualità e prestazioni del contraente principale. I dipendenti devono beneficiare infine dello stesso trattamento di quelli che gli sarebbero stati riconosciuti dal contraente principale, compresa l’applicazione dei contratti collettivi.

Dal primo di novembre 2021 cade poi ogni limite per i subappalti, anche se da quel momento le stazioni appaltanti sono tenute a specificare nei documenti quali prestazioni dovranno essere seguite esclusivamente dall’aggiudicatario a causa della loro specificità tecnica e quelle che richiederanno un controllo più attento del cantiere per tutelare i lavoratori, la loro sicurezza e scongiurare l’infiltrazione da parte della mafia. Il tutto a condizione che i subappaltatori non siano iscritti nelle liste bianche o presso l’anagrafe antimafia.

Ambiente ed economia circolare

Ridotta a 130 giorni la durata massima per la valutazione d’impatto ambientale dei progetti del PNRR, di quelli finanziati dal fondo complementare e di quelli che attuano il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC).

Istituita presso il ministero della Cultura una Soprintendenza speciale per tutelare i beni culturali e paesaggistici coinvolti dagli interventi del PNRR.

Per attuare anche gli interventi previsti dal PNRR , il decreto semplificazioni, mette poi a punto poi tutta una serie di semplificazioni finalizzate a promuovere l’attività di recupero nella gestione dei rifiuti in una visione di economia circolare. Particolare attenzione viene dedicata alle ceneri vulcaniche, agli articoli pirotecnici e ai rifiuti degli stessi.

Le attività di manutenzione straordinaria e di ripristino delle opere di sistemazione idraulica forestale nelle aree montane e collinari ad alto rischio idrogeologico e di frana sono invece esenti dall’autorizzazione idraulica e dall’autorizzazione per il vincolo idrogeologico.

Le azioni di manutenzione straordinaria e di ripristino delle opere di sistemazione idraulica forestale nelle aree montane e collinari ad alto rischio idrogeologico e di frana invece non sono soggette ad autorizzazione paesaggistica.

Transizione digitale (delega Spid)

Una delle norme più interessanti della transizione digitale prevede invece l’istituzione del Sistema di gestione deleghe (SGD), affidato alla struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri competente per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale. Sistema che consente a chiunque di delegare l’accesso a uno o più servizi a un soggetto titolare dell’identità digitale con livello di sicurezza almeno significativo.

In pratica grazie a questo strumento, le persone che hanno meno confidenza con i sistemi informatici e lo Spid, come i più anziani, potranno conferire la delega a una persona di fiducia che in questo modo potrà agire per il titolare e avere accesso ai servizi Pa.

Prevista anche una semplificazione di dati pubblici e tutta una serie di misure finalizzate a semplificare il procedimento di autorizzazione per poter procedere all’installazione delle infrastrutture di comunicazione elettronica e agevolare l’infrastrutturazione digitale degli immobili.

Semplificazione del procedimento amministrativo

Importanti anche le norme finalizzate a semplificare il procedimento di cui alla legge n. 241/1990 soprattutto attraverso il rafforzamento del potere sostitutivo in caso d’inerzia e del meccanismo del silenzio assenso che vale come accoglimento.

Per quanto riguarda il potere sostitutivo la norma prevede prima di tutto che l’organo di governo debba individuare un soggetto, tra le figure apicali dell’amministrazione o di unità organizzativa, a cui attribuire il potere sostitutivo in caso d’inerzia. Soggetto che, una volta decorso inutilmente il termine per la conclusione del procedimento, avrà il compito di esercitare il potere sostitutivo e concluderlo entro un termine pari alla metà di quello previsto in origine, attraverso le strutture competenti o con la nomina di un commissario.

Il silenzio assenso invece viene rafforzato attraverso il rilascio, su richiesta del privato e in modalità telematica, di un’attestazione che deve dichiarare l’avvenuto decorso dei termini del procedimento e l’intervenuto accoglimento della domanda. Trascorsi dieci giorni dalla richiesta, se l’attestazione non viene rilasciata, può essere sostituita da una dichiarazione del privato.

fonte: http://www.studiocataldi.it/